È noiosissimo ma sempre molto appagante, fra le operazioni di pulizia domestica, togliere la polvere.
Dal pavimento al lampadario, tutto viene raggiunto, deterso, ogni grano di polvere rimosso.
Alla fine la casa è pulita, linda, fresca e anche più luminosa.
Eppure la soddisfazione dura poco: perché la polvere torna in fretta, a dispetto delle promesse dei vari prodotti nebulizzanti antistatici: si deposita eccome, la polvere. E la fatica ricomincia daccapo…
Entrare in un ambiente e trovarlo polveroso dice, oltre che incuria, mancanza di vita. Le cose che restano ferme, prive di luce e di aria, finiscono per addormentarsi sotto un pesante strato di polvere. L’inerzia consuma più che l’attività.
Siamo fatti di polvere. E questo tempo di Quaresima viene a ricordarcelo, invitandoci a considerare se per caso non si sia depositata polvere non tanto fuori di noi, ma dentro, nel cuore. Se per caso non si sia offuscato un ideale, un affetto buono, o un intento positivo di dedizione, aiuto. Se per caso non abbiamo finito per fare il nido da qualche parte: per comodità, difesa o semplicemente per evitare il disturbo di esporci a cambiare.
Chiediamo all’umile Gesù che ci aiuti a non impolverarci e, se riconosciamo con dolore che questo è avvenuto, affidiamoci a lui, il medico celeste, il solo che arriva a rimuovere la polvere dal nostro povero cuore.
«Gesù, dolcissimo mio Maestro, come vorrei non impolverarmi mai, Gesù fammi vivere al di sopra della terra nel mondo delle anime, come se fossi morta. Tu sei in tutto, ovunque, eppure il tuo Regno non è di questo mondo. Signore, sono indegna di questo, però oso chiederti questa grazia: ogni volta che anche con un solo pensiero io mi leghi alle cose di questo mondo, Ti prego, Ti supplico, richiamami a Te, con un atto d’amore, con un pensiero. E se mi vedi troppo attaccata alla terra, Gesù per tuo amore e in un atto d’amore fammi morire. Signore, donami di amarti, in tutto, in tutti. Com’è bello non soffermarsi mai sull’aspetto materiale delle cose, ma vedere Te, ovunque, sempre! Vederti nelle cose che capitano, nelle parole che dicono e che diciamo, nello sguardo di tutti, nella sofferenza di ognuno e pregare, pregare, pregare. “cammina alla mia presenza e sii perfetto!”. E per me questa perfezione è essere trasformati nell’amore. Essere l’Amore, incarnare l’amore. Signore fammi amare per carità nella sofferenza: Tu e io sulla stessa croce per il mondo. È presunzione mio dolce Signore, ma è una felicità» (Madre Alessandra, 1962).
Commenti(2)
Anna dice
18 Marzo 2025 alle 8:43Parole meravigliose che toccano il cuore ❤️
dSilvio Ruffino dice
19 Marzo 2025 alle 11:28Polvere di stelle !